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Colori mimetici, volo silenzioso, grandi occhi e artigli

INFO NATURA - I rapaci notturni del territorio del Parco e nel Mantovano

(Mantova, 03 Luglio 2017) - di Achille Peri, GRAM Gruppo Riserche Avifauna Mantova

Il crepuscolo cede il passo al buio, il coro serale degli uccelli canori si spegne, le ultime cornacchie rientrano gracchiando ai dormitori e sembra che ogni cosa si prepari al riposo. Invece, come è ben noto, alcuni animali iniziano proprio adesso le loro attività. La notte è viva tanto quanto il giorno, ma poiché la nostra vista non è adatta alle scarse condizioni di luce, spesso non ce ne accorgiamo. L'evoluzione ha portato moltissime specie di animali a vivere durante le ore notturne, in modo parziale o esclusivo. In particolare alcuni uccelli rapaci hanno riempito quelle "buie" nicchie ecologiche lasciate libere da altri predatori che di notte dormono. I predatori sono animali che si trovano al vertice della piramide alimentare di un certo sistema ecologico; semplificando, sono carnivori che si cibano di animali più piccoli, i quali generalmente si alimentano di vegetali o di animali ancor più piccoli. Nelle nostre zone vivono diversi uccelli predatori notturni; appartengono all'Ordine degli Strigiformi. Tutti hanno caratteristiche tipiche come il corpo tozzo con una testa grande (aspetto accentuato dal particolare piumaggio del capo), generalmente colori mimetici per essere poco visibili di giorno, penne con una struttura particolare che rende il volo molto silenzioso, occhi enormi e quasi fissi nel cranio con conseguente notevole mobilità compensatoria del collo, ed artigli potenti. La loro voce è spesso lugubre, sgradevole e talvolta spaventosa se giudicata con i nostri parametri; è quindi comprensibilmente ma irragionevolmente associata a disgrazie e sfortune di ogni tipo.

Le specie più comuni

Di questo gruppo, la specie più comune è indubbiamente la Civetta (Athene noctua), uccello piuttosto familiare per la sua frequente abitudine di nidificare in zone urbane e suburbane e perché si mostra spesso anche di giorno. E' delle dimensioni di un piccione, ha un piumaggio complessivamente marrone macchiato di bianco e mostra iridi gialle ed evidenti. Si ciba di piccoli vertebrati e insetti. Si può trovare all'imbrunire sulla cima di pali a fianco delle strade o sui tetti di casolari e abitazioni. Nel passato tristemente famosa perché veniva utilizzata come zimbello per la caccia alle allodole.

L'Allocco (Strix aluco) è invece un animale strettamente notturno, quindi molto più difficile da osservare ma facile da sentire, essendo piuttosto vocifero e dal canto facilmente riconoscibile. E' comune nei boschi con grandi alberi in cui trova cavità per nidificare; la Riserva di Bosco della Fontana ospita una affollata popolazione di questo rapace. Essendo il predatore notturno locale di maggiori dimensioni (la femmina, più grande del maschio, possiede una apertura alare di più di un metro), si trova veramente al vertice della piramide alimentare, tanto che la Civetta, comunque classificabile come un predatore, può rientrare nella sua dieta. E' una specie molto longeva, territoriale e aggressiva e può difendere i confini della sua proprietà per molti lustri.

Pochi ormai hanno la fortuna di scorgere il fantasma dalla faccia a cuore:  il Barbagianni (Tyto alba) purtroppo sembra essere generalmente in declino. Qualche anno fa non era difficile la sera vederlo involarsi da casolari diroccati e campanili, mentre ora è diventato più raro. Di dimensioni solo lievemente inferiori all'Allocco, si ciba di piccoli mammiferi, in particolare topi, che individua anche nel buio totale, principalmente grazie ai rumori prodotti dalla preda. Come l'Allocco, non ha nemici naturali, a parte l'Uomo.

Il Gufo comune (Asio otus) ha dimensioniappena inferiori a quelle dell'Allocco e un abito grigiastro macchiato di bianco e iride arancio. Mostra due evidenti ciuffi di penne auricolari che lo eleggono a gufo per antonomasia. Può uscire allo scoperto durante il giorno quando una notte di cattivo tempo gli ha impedito di cacciare. Durante l'inverno questa specie diventa gregaria durante il riposo diurno; si formano frequentemente dei dormitori anche di parecchi individui tra i rami di un albero; le borre, ovvero i rigurgiti del materiale indigeribile, si raccolgono numerose alla base del posatoio.

Tra gli Strigiformi che nidificano nella nostra pianura, l'Assiolo (Otus scops) è l'unico migratore; arriva verso aprile provenendo in gran parte dalle regioni sub-Sahariane. Negli ultimi anni il numero di individui che passano l'estate da noi per riprodursi sembra essere in aumento. Ha un canto molto monotono (il "chiù" della letteratura). Possiede due ciuffi di penne ai lati del capo che, come nel Gufo comune, assomigliano ad orecchie, ma non lo sono. Ha dimensioni paragonabili a quelle di un Merlo, iride gialla come la Civetta, e un piumaggio molto mimetico con due varianti, una grigia e una rossiccia. La sua dieta si basa su grossi insetti che cattura lasciandosi cadere da un posatoio di osservazione/ascolto o camminando sul terreno. Da agosto inoltrato a ottobre, genitori e giovani tornano verso i quartieri di svernamento.

Presenza molto più rara è quella del Gufo di palude (Asio flammeus), visitatore sporadico delle nostre pianure durante le migrazioni primaverile e autunnale. Dato che mostra il comportamento meno notturno tra gli Strigiformi, qualche individuo svernate può essere osservato in caccia diurna sopra i prati alla ricerca di piccoli mammiferi.

Link e bibliografia:

Nutrita raccolta di canti e richiami degli uccelli del mondo: http://www.xeno-canto.org/

Sito dedicato ai rapaci notturni: https://www.gruppoitalianocivette.it/

Della Pietà C. & Mastrorilli M. - Gufi e Civette - Gruppo Editoriale Muzzio - 2008

Mikkola H. - Owls of Europe - T & AD Poyser, London - 1983

Brichetti A. & Fracasso C. - Ornitologia italiana, Vol.3 - Stercorariidae-Caprimulgidae - Alberto perdisa Editore - 2006

foto della notizia
Barbagianni ( CC0 Public Domain )
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Gufo comune, foto di Renzo Nichele
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Civetta (CC0 Public Domain )
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