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Cittadella di Porto

Tratti di cortina muraria, il bastione della Madonna, Porta Giulia, la darsena del circolo sportivo Canottieri Mincio e la vicina polveriera sono frammenti dell'antica Cittadella di Porto. Realizzata tra il XVI e il XVII secolo quale avamposto fortificato, complementare alla città, isolato o isolabile, la fortezza di Porto costituì a lungo la difesa del ponte-diga dei Mulini, che oltre a consentire l'accesso alla città costituiva un'opera idraulica fondamentale per il sistema di regolamentazione dei laghi.

Dal 1529 la costruzione della Cittadella assorbì la maggior parte delle risorse finanziarie dello stato gonzaghesco. Un primo progetto fu presentato da Lorenzo Leonbruno, anche se, fin da principio, la responsabilità del cantiere fu affidata a Capino de Capo, cui subentrò l'ingegnere Carlo Nuvoloni che sovrintese all'opera per circa un ventennio e a cui si attribuisce la concezione dell'intera fortezza. Nel 1538 il cantiere si interruppe ma nel 1542 il cardinale Ercole Gonzaga e Margherita Paleologa decisero di ultimare la fortezza che, contrariamente a quanto comunemente ritenuto, nel 1569 non era ancora completata. A documentarne l'impianto pentagonale irregolare con baluardi a cuneo rimane oggi in particolare, all'interno del circolo sportivo Canottieri Mincio, il baluardo della Madonna. Tra il 1542 e il 1549 nella cortina orientale su disegno di Giulio Romano fu inserita la nuova Porta Giulia, la cui denominazione parrebbe derivare dalla prossimità della scomparsa chiesa di Santa Giulia. Tale costruzione, che prende a modello gli antichi archi trionfali e che riecheggia le forme di Palazzo Te, ancora oggi stupisce per l'inconsueta grande aula interna in forme classicheggianti con copertura a volta e pareti modulate da una sequenza di paraste, arcate e finte porte architravate. All'inizio del XVIII secolo, non appena gli austriaci ebbero preso possesso di Mantova, per la Cittadella di Porto furono predisposti interventi di ricostruzione e potenziamento mediante l'aggiunta di opere esterne. Nuovi lavori furono eseguiti anche negli anni Cinquanta del secolo sotto la direzione dell'ingegnere ufficiale Nicolò Baschiera: il bacino interno fu trasformato in darsena militare, collegamento fluviale con la città di fondamentale importanza in caso d'assedio, e nelle sue vicinanze fu realizzata una nuova polveriera che oggi rimane un esempio dell'arte e della tecnica degli ingegneri militari asburgici. La Cittadella di Porto assolse la propria funzione fino al 1866 quando l'annessione della città al Regno d'Italia segnò il progressivo esaurimento del ruolo strategico - militare a lungo riconosciuto e attribuito a Mantova. Successivamente l'espansione e le esigenze della città moderna assieme ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale contribuirono alla cancellazione di buona parte di questa imponente opera difensiva.

Cittadella di Porto, ingresso della darsena del circolo sportivo Canottieri Mincio, gia' darsena militare
Cittadella di Porto, ingresso della darsena del circolo sportivo Canottieri Mincio, gia' darsena militare
Cittadella di Porto, particolare del tratto di cortina muraria e del vaso di Porto dal lago di Mezzo
Cittadella di Porto, particolare del tratto di cortina muraria e del vaso di Porto dal lago di Mezzo
Cittadella di Porto, porta Giulia
Cittadella di Porto, porta Giulia
Cittadella di Porto, magazzino delle polveri, interno, particolare del muro di cinta
Cittadella di Porto, magazzino delle polveri, interno, particolare del muro di cinta
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