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Rocchetta di Sparafucile

Il complesso, in origine noto come "rocchetta di San Giorgio" e solo dalla fine dell'XIX secolo detto "di Sparafucile", è quanto resta delle fortificazioni del borgo di San Giorgio che un tempo sorgeva all'estremità orientale dell'omonimo ponte.
L'esistenza dell'antico borgo è documentata già a partire dal 1116, ma fu nella seconda metà del XIV secolo che Ludovico I Gonzaga, nell'ambito degli interventi tesi al rafforzamento e potenziamento delle difese del suo stato, fece cingere di mura l'abitato dotandolo probabilmente di una rocca con funzione di avvistamento.

Lavori di rafforzamento alle mura e ai terrapieni del borgo furono compiuti, nel XV secolo, anche su indicazioni dell'ingegnere Giovanni da Padova e alla metà del Quattrocento risale probabilmente l'aggiunta di torri quadrangolari alla primaria cerchia di mura protetta da fossato. La struttura rimase sostanzialmente inalterata fino alla fine del XVIII secolo, quando in epoca napoleonica, davanti alle tre aperture presenti nella cinta gonzaghesca furono posti, al di là del fossato, altrettanti lunettoni in terra a difesa delle cortine murarie.
Nel 1801 nell'ambito del piano di potenziamento delle difese dell'intera fortezza fu però ordinata la demolizione dell'antico borgo, considerato insufficiente in relazione alle nuove esigenze difensive, ad eccezione della rocchetta che venne inglobata nella nuova lunetta posta a difesa del ponte di San Giorgio e che solo nel 1914 cessò definitivamente la propria funzione difensiva in seguito alla radiazione dal novero delle fortificazioni e alla cessazione delle servitù militari.
Nel periodo successivo alla Prima guerra mondiale, l'amministrazione comunale, promosse lo smantellamento delle opere difensive per consentire lo sviluppo della città. Nell'ambito di questi interventi, si colloca la demolizione della lunetta di San Giorgio ad eccezione ancora una volta del complesso della rocchetta. Dopo una lunga fase di abbandono negli anni Settanta del Novecento, la Provincia di Mantova si occupò del recupero e della valorizzazione del complesso che fu destinato a Ostello della Gioventù. Nuovamente abbandonato degli anni Novanta, è stato restaurato nel 2010.
La rocchetta così come oggi si presenta, composta da tre corpi di fabbrica di diversa altezza, la vetusta e massiccia torre a pianta rettangolare con finestre e feritoie nelle facciate e i due edifici merlati, è il risultato di una lunga stratificazione di interventi e di molteplici trasformazioni, tra cui l'innalzamento della torre di un piano, l'apertura di nuove finestre ricavate in rottura di muro e la "regolarizzazione" o ampliamento di altre esistenti, che ne hanno alterato l'aspetto originario.

Rocchetta di San Giorgio, detta anche di Sparafucile, veduta laterale
Rocchetta di San Giorgio, detta anche di Sparafucile, veduta laterale
Rocchetta di San Giorgio, detta anche di Sparafucile, veduta dal ponte di San Giorgio
Rocchetta di San Giorgio, detta anche di Sparafucile, veduta dal ponte di San Giorgio
Rocchetta di San Giorgio, detta anche di Sparafucile, veduta dal ponte di San Giorgio
Rocchetta di San Giorgio, detta anche di Sparafucile, veduta dal ponte di San Giorgio
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