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Monumento a Pietro Fortunato Calvi

Poco distante dalla rocchetta di Sparafucile, quasi a ridosso del lago di Mezzo, di fronte al Castello di San Giorgio, si trova il cippo commemorativo eretto alla memoria del patriota Pietro Fortunato Calvi. Nato il 15 febbraio 1817 a Briana presso Noale, allora provincia di Padova, dopo aver compiuti i primi studi presso il ginnasio di Padova Calvi proseguì la sua formazione presso l'I.R. Accademia Militare degli Ingegneri in Vienna da cui uscì con il grado di alfiere. Sembrava destinato a una brillante carriera quando a Venezia, durante un periodo di servizio nella città lagunare, entrò in contatto con circoli patriottici maturando l'idea di sostenere la causa italiana.

Nell'aprile del 1848 si dimise dall'esercito (nel frattempo era stato promosso primo tenente) e da Graz raggiunse Venezia dove il popolo era insorto contro gli austriaci ed era stata proclamata la repubblica. Dopo essersi messo a disposizione del governo provvisorio, fu inviato in Cadore col grado di capitano e chiamato a organizzare e dirigere la resistenza armata. Nell'arco di pochi giorni riuscì a costituire un esercito di circa 4.600 volontari. La difesa cadorina, priva però di mezzi ma soprattutto di collegamenti esterni, difficilmente avrebbe potuto resistere a lungo e, di fronte ad un massiccio attacco del nemico sul versante carnico, Calvi, giudicando vana qualsiasi resistenza, congedò i volontari e si diresse a Venezia.
Esule, dopo una breve parentesi a Patrasso, si rifugiò a Torino dove si legò ai circoli mazziniani. Minacciato di espulsione dagli Stati sardi per la sua presunta collaborazione al tentativo insurrezionale di Milano del 6 febbraio 1853 dovette rifugiarsi in Svizzera, prima a Ginevra poi a Zurigo, dove con il consenso di Mazzini riprese a promuovere l'insurrezione armata del Cadore e del Friuli. Impaziente di passare all'azione, munito di passaporto falso, varcò il confine Svizzero e penetrò in Tirolo, dove a metà settembre, trovato in possesso di carteggi assai compromettenti fu arrestato a Cogolo di Pejo. Fu condotto prima a Trento, poi a Innsbruck, quindi a Verona e infine a Mantova dove fu processato prima da un tribunale militare poi da uno civile. Giudicato colpevole di alto tradimento fu condannato alla pena capitale.
Durante la lunga detenzione Calvi mantenne un atteggiamento di coraggiosa dignità e fermezza, accettando serenamente la sentenza e rifiutando di chiedere la grazia. La condanna fu eseguita il 4 luglio 1855 sugli spalti della lunetta di San Giorgio.
Nel 1881, in occasione del 26° anniversario della sua morte, sul luogo dell'esecuzione grazie all'iniziativa dei cittadini mantovani fu inaugurato il cippo che ancora oggi ricorda il sacrificio.

Monumento a Pietro Fortunato Calvi, particolare
Monumento a Pietro Fortunato Calvi, particolare
Monumento a Pietro Fortunato Calvi, veduta d'insieme con il giardino circostante
Monumento a Pietro Fortunato Calvi, veduta d'insieme con il giardino circostante
Ritratto di Pietro Fortunato Calvi sul monumento ai \"martiri\" di Belfiore
Ritratto di Pietro Fortunato Calvi sul monumento ai "martiri" di Belfiore
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