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Ponte-diga dei Mulini

Il ponte-diga dei Mulini, costruito tra il 1188 e il 1190 nell'ambito della sistemazione idrografica di Mantova ad opera dell'ingegnere bergamasco Alberto Pitentino, costituisce ancora oggi un elemento fondamentale del sistema di regolamentazione delle acque che da sempre circondano la città e che a lungo ne hanno assicurato la difesa procurandole la fama di fortezza invincibile.

Gabriele Bertazzolo scrive: "il Pitentino (…) s'imaginò di fare un fortissimo argine di terra, e di muro, benissimo fondato, qual incominciasse dalla porta del Cepetto, e andasse ad attaccarsi al borgo di Porto; appresso al quale vi lasciarno un sorattore, acciochè l'acque del Mincio potessero haver esito al tempo delle cressenze, e che il lago non venisse a tant'altezza, che sormontasse quest'argine, l'altezza del quale s'imaginò, che servisse per dar dicaduta all'acqua di dodici molini, ed altri edifitij utili alla città. (...) Fu determinato che tal fabbrica si facesse in pietra (…) onde esso Alberto Pitentino fece quest'opera così segnalata, coprendola, e riducendola in forma di ponte, e di portico, che però fu detta Ponte delli Molini, fortificandola ancora benissimo dalla parte superiore, col gittarvi infinita quantità di terra, la qual forma una grandissima spiaggia; si che l'acqua non può dare carico alcuno a detta fabrica".
I lavori al ponte sembra siano stati conclusi solo nel 1230; trascorso nemmeno un trentennio, il ponte fu restaurato e allo scadere del XIV secolo fu gravemente danneggiato in occasione della guerra combattuta tra Francesco Gonzaga e Gian Galeazzo Visconti. L'esercito invasore, nel tentativo di prosciugare i laghi attorno alla città, costruì a Valeggio una diga attraverso il Mincio al fine di deviarne il corso. L'operazione non riuscì: lo sbarramento cedette riversando nell'alveo del fiume una quantità tale d'acqua da rompere il ponte dei Mulini nella mezzeria. Al danno si pose rimedio due anni dopo con l'argine ricurvo che, ancora nel XX secolo, era detto "della rotta".
Nel 1514, sotto il marchese Francesco Gonzaga, furono ultimati i lavori necessari per porre rimedio ai dissesti della struttura e dal 1544 il già citato "sorattore", che regolava il deflusso delle acque del Mincio dal lago Superiore a quello di Mezzo, fu fortificato mediante la costruzione di un mastio, ricostruito nel 1743 e demolito nel 1854. Lavori di restauro sono documentati anche nel corso del XVII e XVIII secolo. Nel 1851 fu completata la ferrovia Verona - Mantova con stazione terminale a Sant'Antonio e fra il 1871 e il 1873 la Verona-Mantova-Modena, per la cui realizzazione si rese necessario aprire un varco nelle mura della Cittadella di Porto e gettare due ponti ferroviari sul lago Superiore.
Con l'inizio del nuovo secolo si affrontò il problema della bonifica dei laghi in quanto strettamente legati alla grande sistemazione idraulica studiata per l'Adige, il Garda, il Mincio, il Tartaro ed il Canal Bianco. La guerra interruppe però l'esecuzione di qualsiasi progetto; nel luglio 1944 il ponte-diga dei Mulini fu distrutto durante i bombardamenti aerei alleati e ricostruito nel dopoguerra in forma di semplice terrapieno.

Ponte dei Mulini, veduta d'insieme
Ponte dei Mulini, veduta d'insieme
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