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Rocca e castello di Orazio Gonzaga

Situato al centro dell'imponente anfiteatro morenico a sud del lago di Garda, Solferino è particolarmente conosciuto per la battaglia del 24 giugno 1859, combattuta fra l'esercito austriaco e quello franco-sardo come atto finale della Seconda guerra d'indipendenza. La battaglia si concluse proprio a Solferino con la presa della rocca, massiccia torre quadrata alta 23 metri, chiamata durante il Risorgimento, per la sua posizione strategica, "La spia d'Italia". La rocca, assieme alla porta d'ingresso e alla torre del castello di Orazio Gonzaga, marchese di Solferino, costruito verso la metà del XVI secolo quale roccaforte e residenza del principe, costituisce quanto oggi rimane della più ampia struttura difensiva che a lungo ha disegnato questo territorio. Il complesso presenta caratteri unici sia per la straordinaria ubicazione sotto il profilo ambientale e importantissima dal punto di vista strategico sia per il profilo architettonico in quanto costituito da una rocca e un castello che sono venuti a formare un unico organismo, nel tempo oggetto di diversi e continui interventi.

S'ipotizza che nel sito dell'attuale rocca potesse esistere un punto d'avvistamento romano che non resse però l'urto delle invasioni barbariche. Dopo il passaggio sotto il dominio franco si dovettero fronteggiare ripetute incursioni di popolazioni barbariche e alla fine del IX secolo, anche Solferino dovette dotarsi di adeguate strutture di difesa in previsione degli attacchi degli Ungari. Risale probabilmente a quell'epoca la fondazione di un piccolo castello-ricetto ai piedi della rocca fondata, come indicato sulla lapide celebrativa dell'intervento di restauro seicentesco voluto da Cristierno Gonzaga, nel 1022. Un castrum Solferini è nominato dal monaco Benedetto Bacchini nella sua opera Dell'Istoria del monastero di San Benedetto di Polirone in relazione alla sua donazione alla congregazione cluniacense nel 1090 da parte di Uberto, conte di Parma. Con l'affermarsi dei Comuni e le sanguinose lotte tra guelfi e ghibellini la storia di Solferino è legata a quella di Montichiari, dove governavano i conti Longhi. Dopo decenni di lotte, nella seconda metà del XIII secolo Solferino fu distrutta e nel 1315 Passerino Bonacolsi acquistò da alcuni privati la ricostruzione della rocca e del castello facendo entrare per la prima volta questo territorio in ambito mantovano. Luigi Gonzaga, dopo avere assunto il potere a Mantova il 16 agosto 1328, dimostrò ben presto di sapersi destreggiare nel complesso quadro delle contese territoriali tra Milano, Verona e Venezia. I Gonzaga ottennero, infatti, dall'imperatore di essere investiti o riconfermati del possesso di molti territori, tra cui anche Solferino di cui avevano compreso la favorevole posizione geografica e le potenzialità strategiche. Durante le guerre tra Venezia e il duca di Milano, unito con il duca di Mantova, le armi venete s'impadronirono di varie terre fra cui Solferino, che dopo questa breve parentesi entrò però stabilmente a far parte dei territori mantovani. Nel XV secolo, con la morte di Ludovico II Gonzaga, Solferino fu assegnata a Rodolfo che divenne capostipite del ramo di Castiglione, Solferino e Luzzara. Il figlio Orazio, arrivato giovanissimo a gestire il piccolo feudo, si pose come obiettivo quello di far costruire una piccola corte che fosse chiaro segno del suo potere. L'intervento riconfigurò completamente l'assetto della zona alle pendici dell'altura sulla quale si trovava l'antica rocca, che Orazio tentò ripetutamente di acquisire dal duca di Mantova senza successo, in quanto il sito era considerato inalienabile per il suo fondamentale valore strategico. Il giovane marchese procedette alla costruzione del nuovo complesso, deliberatamente chiamato castello, sebbene nato non come la ristrutturazione cinquecentesca di antiche strutture castellane, quanto piuttosto come la razionalizzazione con forme di eco castellana, di un insediamento rurale formatosi ai margini del più antico e vasto complesso fortificato. L'opera, che vide il contributo dell'architetto ducale Pompeo Pedemonte, oltre che di Bernardino Facciotto, procedette probabilmente dalla ristrutturazione del vecchio palazzo degli Uberti, successivamente inglobato nella nuova residenza, e implicò l'abbattimento della piccola chiesa dei Disciplini. Con la morte di Orazio Gonzaga si aprì la lunga questione dell'assegnazione del feudo, che si concluse con la definitiva assegnazione al ramo dei Gonzaga di Castiglione delle Stiviere. Alla fine del XVI secolo delle antiche fortificazioni era in funzione ormai solo la rocca, struttura ancora valida come punto di avvistamento privilegiato, anche se poco aggiornata tecnicamente. Essa era caratterizzata dall'alta torre medioevale circondata da una cinta muraria esterna con fossato e ponte levatoio, mentre il piccolo castello-ricetto posto ai suoi piedi era ormai quasi del tutto distrutto. La rocca fu restaurata nel 1611 e nel 1617 da Cristierno Gonzaga. L'uso di cannoni e armi da fuoco di sempre maggiore portata e capaci di tiri sempre più precisi rese nel tempo inutili impianti di questo tipo. La rocca di Solferino, tuttavia, assieme al castello di Orazio Gonzaga, fu tra i luoghi più importanti nello svolgimento delle cruente battaglie del 1796 e del 1859.

Comune: Solferino (MN) | | Localizza sulla mappa
Solferino, le mura occidentali del castello
Solferino, le mura occidentali del castello
Solferino, veduta dell\'interno del castello
Solferino, veduta dell'interno del castello
Solferino, veduta della rocca
Solferino, veduta della rocca
Solferino, ingresso al castello
Solferino, ingresso al castello
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