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Valli del Mincio, tra canneti e cariceti

Queste formazioni vegetali non hanno solo un valore paesaggistico ma apportano un grande valore ecologico e biologico

(Mantova, 14 Novembre 2017) - Di Giovanna Donini, biologa - in collaborazione con GRAM, Gruppo Ricerche Avifauna Mantova

Gli appassionati di natura e di passeggiate all'aria aperta avranno sicuramente notato particolari piante che crescono lungo le rive dei laghi e dei corsi di acqua. Sono chiamate in maniera generica canneto o cariceto, a seconda delle specie di piante di cui sono composti. Queste formazioni vegetali non hanno solo un valore paesaggistico ma apportano un grande valore ecologico e biologico all'area in cui crescono.

In questo periodo dell'anno i canneti si colorano di giallo, per tornare a germogliare e a rivestirsi di colori vividi in primavera. Nell'attesa dell'arrivo della bella stagione, il Parco del Mincio sta predisponendo gli interventi di gestione attiva di porzioni di canneto, in collaborazione con i proprietari attraverso un bando del PSR (Programma di sviluppo rturale).

Il canneto è composto principalemente da Phragmites australis (comunemente nota come "cannuccia di palude"), colonizza le praterie umide e le sponde.

Uno dei suoi importanti benefici è dato dal fatto che funziona come un vero e proprio depuratore delle acque, assorbendo le sostanze nutrienti, trattenendo i sedimenti e arricchendo l'acqua di ossigeno, la cosiddetta fitodepurazione.

Queste piante formano un ambiente che diviene una sorta "di ponte" tra acqua e terra e presentano frequentemente adattamenti speciali, a beneficio di tanti altri esseri viventi. Sono fornite di rizomi (fusti sotterranei di origine radicolare) che consolidano il fango per vari metri e danno origine a nuove piante, divenendo una base stabile per la crescita di altre piante della stessa specie, o di specie diverse; sono inoltre responsabili dell'interramento di diversi corpi d'acqua.

Le rive dei laghi e dei fiumi sono ambienti molto importanti anche per gli animali; la vegetazione delle rive rappresenta infatti per la fauna locale un ambiente prezioso, nel quale è possibile rifugiarsi, riprodursi e reperire cibo.

Sono infatti numerose le specie di anfibi, dalle rane, ai rospi, ai tritoni, che in primavera utilizzano le rive quali siti riproduttivi. In questi ambienti le uova possono essere deposte nell'acqua tra la vegetazione, rimanendo al sicuro nei confronti dei pesci e di altri predatori, e nel posto più ricco in elementi nutrienti e dove l'acqua rimane più calda. Anche i girini e gli insetti beneficiano di questa situazione protetta, riuscendo a compiere la metamorfosi (trasformazione strutturale che subiscono alcuni animali al termine del loro sviluppo embrionale, attraverso la quali raggiungono il loro stadio adulto).

Il canneto è importantissimo anche per pesci e rettili che si cibano principalmente di prede acquatiche.

La vegetazione delle rive rappresenta per gli uccelli un luogo sicuro in cui rifugiarsi rapidamente in caso di pericolo, ma anche uno spazio tranquillo e riparato dove costruire il nido. Molte sono le specie in serio pericolo di conservazione che trovato nel canneto un sito idoneo per la riproduzione e per allevare i piccoli, come per esempio l'airone rosso (Ardea purpurea). 

Un altro uccello che ha bisogno del canneto per la sua riproduzione è la cannaiola comune (Acrocephalus scirpaceus). Per questo uccello non esiste praticamente un canneto troppo piccolo. La specie è magistralmente adattata alla vita in questo habitat uniforme e, con il suo corpo snello, si arrampica agilmente attraverso l'intrico della vegetazione. Nei canneti densamente popolati, all'alba e al crepuscolo si può assistere ad un vero e proprio canto corale. 

In autunno poi, il canneto diventa un luogo importantissimo per gli uccelli migratori, un sito di sosta durante il loro lungo tragitto. Sono numerosissimi gli uccelli che si spostano dal nord Europa verso l'Africa e queste formazione vegetali diventano un rifugio perfetto, dove riposare durante il viaggio. Osservando attentamente si possono scorgere gruppi composti anche da centinaia di rondini (Hirundo rustica) che si fermano a dormire nel canneto per poi continuare il loro viaggio verso sud o nord, a seconda del momento dell'anno.

La seconda formazione vegetale più importante è il cariceto, un particolare tipo di torbiera, che caratterizza tutta la presenza di piante del genere Carex (Carex elata, Carex paniculata, Carex pseudocyperus): sono fra le specie più abbondanti nella zona delle Valli del Mincio.

E' genere il più ricco della famiglia delle Cyperaceae, conta con più di 1500 specie diffuse in tutto il mondo (la stessa del papiro). Hanno l'aspetto di un ciuffo di erba con foglie brillanti di 40-50 cm. Formano in primavera lungi fusti di sezione triangolare eretti, caratteristico della famiglia  Cyperaceae, che porta una infiorescenza a spiga costituita da piccoli fiori scuri, i femminili alla base e i maschili all'apice, favorendo l'auto impollinazione; hanno foglia laminare e molte volte tagliente per il silice accumulato (lo stesso materiale che costituisce il vetro).

Tempo fa si trovava lungo la riva sinistra delle Valli ma le bonifiche per l'agricltura ne hanno drasticamente ridotto l'estensione. Per le sue foglie sottili e resistenti era utilizzato per impagliare sedie e panche. Rappresenta un ambiente prezioso per tutti gli esseri viventi, animali vertebrati e invertebrati, in quanto sito insostituibile per la riproduzione per pesci, anfibi e uccelli nonché luogo di sosta e rifugio per l'avifauna migratrice e habitat d'eccellenza per una moltitudine di animali invertebrati.

Il forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus), uccello caratteristico di queste praterie e di importantissimo valore conservazioni stico, è ormai diventato rarissimo nelle Valli del Mincio a causa della fortissima contrazione del cariceto allagato, al quale è strettamente legato per la costruzione  del nido, per trovare cibo e per la sua migrazione. 

Il principale problema legato a questi ambienti ricchissimi di biodiversità rimane il crescente grado di antropizzazione della nostra pianura: agricoltura non sostenibile, realizzazione di infrastrutture e piste ciclabili, presenza di specie alloctone introdotte dall'uomo, e continua riduzione dei livelli idrici del Mincio nella zona delle sue meravigliose Valli.

Conservare le Valli significa conservare un inestimabile patrimonio di biodiversità nonché di tradizioni culturali locali, unici per tutto il territorio lombardo.

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Canneto
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Forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus)
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