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Borgo fortificato di Castellaro Lagusello

Il borgo fortificato di Castellaro Lagusello, in comune di Monzambano, sorge su un'altura e si affaccia su di un piccolo lago di origine morenica (che oggi costituisce la Riserva Naturale Complesso morenico di Castellaro Lagusello), al centro di una'area che per secoli ha rivestito una grande importanza strategica.

Il complesso, che conserva anche i resti di un castello scaligero del XII-XIII secolo, è considerato un esempio incredibilmente intatto d'insediamento medioevale ed è considerato uno dei borghi più belli d'Italia. Presenta un impianto irregolare, vagamente a forma di cuore con punta rivolta verso il piccolo lago. L'insieme è circondato da cortine murarie in ciottolo a merlatura guelfa, scandite a intervalli regolari da torri di forma quadrata o rettangolare, pressoché conservate per l'intero perimetro. Alcune torri sono dotate di merli, altre di tetto a falde; quelle orientate verso il laghetto e aperte al paesaggio sono provviste di monofore o loggette con funzione di belvedere. La doppia porta d'ingresso al borgo, priva di solai e di copertura, è posta sul fronte settentrionale, fiancheggiata da una torre alquanto più alta e dotata di orologio. Da qui parte l'asse stradale maggiore, in direzione sud-ovest, che conduce fino al centro dell'abitato, nell'estremo sud orientale del quale, inglobato nel complesso di villa Arrighi Tacoli, s'individua un ulteriore recinto fortificato, addossato alla cerchia urbana e delimitante quella che un tempo doveva essere una residenza feudale. Tracce materiali indicano probabilmente la presenza in un antico mastio, forse isolato o parte di un edificio. Quel che sembra certo è che questa cerchia minore costituiva già nel Medioevo la parte feudataria, rimasta anche in seguito padronale.
Le origini del complesso sembrano risalire al XII-XIII secolo. Nel 1184 Castellaro apparteneva al territorio veronese, si reggeva con comunità propria e dipendeva direttamente dal comune di Verona. Il 23 giugno 1391 fu venduto da Giovanni Galeazzo Visconti, signore di Milano e di Verona, a Francesco Gonzaga, signore di Mantova per 60.000 ducati con patto di retrovendita, che avvenne di fatto per il medesimo prezzo nel 1392. Quando i Gonzaga fecero lega con i veneziani contro Francesco da Carrara, Castellaro fu riconquistato dai Gonzaga. Con la guerra tra veneziani e fiorentini da un lato e Visconti e Gonzaga dall'altro, Peschiera e Castellaro si ricongiunsero a Verona e su tali luoghi fu riconfermata la sovranità della Serenissima nei patti di pace stabiliti nel 1441. In seguito il castello iniziò poco per volta a perdere d'importanza, sia perché troppo avanzato rispetto al sistema difensivo costituito dal Mincio e dalle colline vicine, sia perché troppo oneroso da mantenere. Conservando il suo aspetto turrito, l'intero borgo fortificato si tramutò in luogo di soggiorno prima per la famiglia dei conti Arrighi, poi dei marchesi Tacoli, ai quali la Serenissima cedette anche i diritti di pesca nel lago vicino. Madernino de' Arighis de Salodio comprò, infatti, il borgo, come maggior offerente, a seguito di pubblico incanto bandito il 25 agosto 1637, dai presidenti sopra l'esazione del denaro pubblico alla vendita dei beni pubblici dentro e fuori della città di Venezia. Lo stesso Madernino il 28 agosto, sempre all'incanto, comprò dalla camera fiscale di Verona altri beni già appartenuti a Francesco Arrighi e la residenza feudale castellata fu via via trasformata in una signorile dimora.

Il borgo medioevale di Castellaro Lagusello
Il borgo medioevale di Castellaro Lagusello
Castellaro Lagusello, veduta aerea
Castellaro Lagusello, veduta aerea
Castellaro Lagusello, particolare della torre d'ingresso
Castellaro Lagusello, particolare della torre d'ingresso
Castellaro Lagusello, l'ingresso al borgo, veduta dall'interno
Castellaro Lagusello, l'ingresso al borgo, veduta dall'interno
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